Qual è il miglior isolante termico sottile per le calzature?


Per le calzature con appena 1–3 mm di spazio disponibile per l’isolamento, i materiali isolanti nanoporosi flessibili sono tra le opzioni più adatte: possono combinare bassa conducibilità termica, spessore minimo, resistenza alla compressione, flessibilità e gestione dell’umidità. I compositi a base di aerogel offrono un ottimo isolamento, mentre le imbottiture in microfibra restano una soluzione economica quando è possibile utilizzare spessori maggiori.

Punti chiave

• Lo spazio limita l’isolamento delle calzature. Molte costruzioni lasciano solo circa 1–3 mm per uno strato isolante aggiuntivo.

• La conducibilità termica non basta a determinare le prestazioni della calzatura. Contano anche spessore, compressione, umidità, flessibilità e costruzione.

• Gli isolanti fibrosi dipendono molto dal loft, cioè dalla struttura soffice e voluminosa che trattiene aria tra le fibre. La compressione riduce lo spessore e, di conseguenza, la resistenza termica.

• L’aerogel ha una conducibilità termica molto bassa, ma alcuni compositi possono presentare criticità di lavorazione, flessibilità, costo o rilascio di polvere.

• Gli isolanti nanoporosi flessibili sono particolarmente interessanti per strati sottili nelle calzature, perché possono offrire bassa conducibilità senza dipendere principalmente da un’imbottitura voluminosa.

• Y-Warm ha uno spessore di circa 0,7 mm e una conducibilità termica di circa 0,020 W/(m·K). È quindi rilevante quando occorre considerare insieme spessore ridotto, flessibilità, stabilità alla compressione e gestione dell’umidità.

• Le prove sulla calzatura finita restano essenziali. La conducibilità del materiale non permette di prevedere direttamente la capacità dell’intera scarpa di mantenere caldo il piede.

I. Quali materiali scegliere quando lo spazio è limitato

Quando lo spazio interno della calzatura è molto ridotto, gli isolanti termici nanoporosi flessibili, come Y-Warm da 0,7 mm, sono tra le opzioni più valide.

Il loro vantaggio principale è la possibilità di combinare proprietà che nelle calzature devono essere valutate insieme:

bassa conducibilità termica + spessore minimo + flessibilità + resistenza alla compressione + gestione dell’umidità.

Una scarpa pone un problema di progettazione termica diverso da quello di una giacca, di un sacco a pelo o di un edificio. Lo spazio per l’isolante può essere di pochi millimetri e il materiale deve sopportare compressioni e flessioni ripetute in un ambiente reso umido dalla sudorazione.

Altre soluzioni sottili comprendono feltri compositi a base di aerogel, imbottiture in microfibra e film termoriflettenti. Ciascuna comporta compromessi diversi.

La microfibra è economica e flessibile, ma richiede generalmente uno spessore maggiore. I compositi a base di aerogel possono raggiungere conducibilità molto basse, con possibili costi più elevati e lavorazioni aggiuntive. I film termoriflettenti riducono soprattutto il trasferimento di calore per irraggiamento e, per funzionare efficacemente, richiedono normalmente un’intercapedine d’aria adeguata.

Non esiste quindi un isolante universalmente migliore per tutte le calzature. Nei progetti in cui spessore ridotto, stabilità alla compressione, flessibilità e gestione dell’umidità sono tutti determinanti, gli isolanti nanoporosi flessibili costituiscono una categoria particolarmente interessante.

II. Condizioni di applicazione e vincoli progettuali

Questa valutazione riguarda soprattutto le calzature in cui:

• lo spazio disponibile per l’isolante è di circa 1–3 mm;

• si verificano compressioni o flessioni ripetute;

• occorre gestire l’umidità prodotta dalla sudorazione;

• un ingombro maggiore comprometterebbe la calzata o le dimensioni della forma calzaturiera;

• le prestazioni termiche devono essere mantenute in una costruzione leggera.

Quando lo spazio è molto più ampio e la resistenza alla compressione è meno importante, gli isolanti fibrosi convenzionali possono restare la soluzione più economica.

1. Spessore disponibile

Il volume interno di una calzatura è limitato. Nelle zone della tomaia, della linguetta, della fodera e della soletta, i progettisti possono disporre di appena 1–3 mm per uno strato isolante aggiuntivo, prima che calzata, flessibilità o volume interno cambino sensibilmente. Diventa quindi importante la resistenza termica per unità di spessore.

Se il progetto consente uno strato isolante di 5 mm o più, come in alcuni stivali da neve o da lavoro con elevato isolamento, gli isolanti convenzionali basati sul loft, per esempio quelli di tipo Thinsulate o PrimaLoft, possono risultare più competitivi grazie ai costi e ai processi produttivi consolidati.

2. Compressione

La compressione è un fattore importante e talvolta trascurato. Durante la camminata e la permanenza in piedi, l’isolante è sottoposto ripetutamente a pressione meccanica, soprattutto nelle zone della suola e del tallone.

Gran parte dell’isolamento dei materiali fibrosi deriva dall’aria trattenuta nella rete tridimensionale di fibre. Quando questa struttura viene compressa, diminuiscono sia lo spessore sia il volume dell’aria intrappolata. Poiché la resistenza termica dipende dallo spessore secondo la relazione:

una forte riduzione dello spessore comporta generalmente una diminuzione della resistenza termica.

I materiali nanoporosi adottano un approccio diverso: le prestazioni dipendono maggiormente dalla struttura microscopica dei pori appositamente progettata, anziché dal solo loft macroscopico. Un isolante nanoporoso progettato adeguatamente può quindi essere utile quando servono insieme spessore ridotto e resistenza al calo delle prestazioni termiche causato dalla compressione.

3. Ambiente umido

All’interno della scarpa si forma un microclima umido. Sudorazione, ventilazione limitata e differenze di temperatura tra piede e ambiente esterno possono aumentare l’umidità o provocare condensa.

L’acqua conduce il calore molto più efficacemente dell’aria. A temperatura ambiente:

• conducibilità termica dell’aria ferma ≈ 0,026 W/(m·K);

• conducibilità termica dell’acqua liquida ≈ 0,6 W/(m·K).

L’accumulo di umidità può quindi modificare sensibilmente il comportamento termico e il comfort del sistema isolante. Nelle calzature, la gestione dell’umidità va valutata insieme alla conducibilità termica.

4. Intervallo di temperatura

L’intervallo di temperatura di esercizio dichiarato per Y-Warm è compreso approssimativamente tra −50 °C e 150 °C. Comprende molte applicazioni calzaturiere convenzionali, outdoor, per il freddo e di protezione.

Per condizioni al di fuori dell’intervallo specificato, la scelta deve basarsi su prove relative all’applicazione e sulla documentazione tecnica del fornitore, anziché su confronti generici.

5. Flessibilità e fatica da flessione

A differenza di molti sistemi isolanti statici, la calzatura è continuamente in movimento. La tomaia si flette a ogni passo, l’avampiede si piega ripetutamente e il materiale può subire decine di migliaia di cicli di deformazione durante la vita utile.

L’isolante deve conservare integrità strutturale e prestazioni termiche durante cicli ripetuti di flessione, piegatura, compressione e recupero. Materiali rigidi, fragili o soggetti al rilascio di polvere possono richiedere incapsulamento, rinforzi o laminazioni specifiche per risultare adatti alle calzature.

III. Come funziona un isolante sottile nelle calzature

L’isolamento termico serve a rallentare il trasferimento di calore. Nelle calzature deve farlo in uno spazio di pochi millimetri. I tre principali meccanismi di trasferimento sono conduzione, convezione e irraggiamento. Comprenderli aiuta a capire perché lo spessore, da solo, non sia sufficiente per confrontare i materiali.

1. Conduzione: contano sia lo spessore sia la conducibilità

Per uno strato omogeneo, la resistenza termica si può approssimare con:

• R: resistenza termica, in m²·K/W;

• d: spessore del materiale, in m;

• λ: conducibilità termica, in W/(m·K).

Si può aumentare la resistenza termica aumentando lo spessore oppure riducendo la conducibilità. Gli isolanti tradizionali si basano in larga misura sulla prima strategia: il piumino, le imbottiture in microfibra e gli altri materiali basati sul loft creano strutture spesse che trattengono grandi quantità di aria relativamente ferma.

Gli isolanti nanoporosi puntano maggiormente a ridurre il trasferimento di calore attraverso una struttura dei pori appositamente progettata. Questa differenza è importante quando aumentare lo spessore non è praticabile.

2. Il ruolo dell’aria ferma

L’aria ferma conduce poco il calore. A temperatura ambiente e pressione atmosferica, la sua conducibilità termica è di circa 0,026 W/(m·K).

Molti isolanti convenzionali non generano calore: trattengono aria nella loro struttura e rallentano il trasferimento termico. Fiocchi di piumino, fibre sintetiche, schiume e materiali porosi sfruttano questo principio in modi diversi.

La domanda progettuale non riguarda quindi solo la quantità di materiale che si può aggiungere, ma soprattutto l’efficacia con cui si controlla il trasferimento di calore nello spessore disponibile.

3. Perché i nanopori possono ridurre la conduzione nel gas

A temperatura e pressione standard, il cammino libero medio delle molecole dell’aria è di circa 70 nm. Quando le dimensioni dei pori si avvicinano a questa scala, le interazioni con le pareti dei pori influenzano sempre più le collisioni tra le molecole del gas. La conduzione termica in fase gassosa può così diminuire.

Il fenomeno è comunemente associato all’effetto Knudsen e contribuisce alla conducibilità molto bassa di materiali come gli aerogel di silice. Le tecnologie di isolamento nanoporoso sfruttano principi strutturali correlati per ridurre il trasferimento di calore senza dipendere interamente dallo spessore macroscopico o dal loft.

Per applicazioni flessibili come le calzature, tuttavia, la bassa conducibilità non basta. Il materiale deve anche essere flessibile, meccanicamente stabile, lavorabile e in grado di sopportare deformazioni ripetute.

4. Stabilità alla compressione nelle calzature

Un’imbottitura fibrosa convenzionale dipende molto dall’aria trattenuta tra le fibre. Quando viene compressa:

lo spessore diminuisce → il volume d’aria intrappolata diminuisce → la resistenza termica generalmente diminuisce.

Questo conta soprattutto sotto il piede, nelle zone sottoposte a pressione e nelle calzature aderenti. Gli isolanti nanoporosi flessibili seguono una strategia diversa: invece di dipendere principalmente da una struttura fibrosa soffice e spessa, forniscono resistenza termica mediante una struttura porosa progettata molto più sottile.

Sono quindi interessanti quando occorrono spessore minimo e isolamento stabile sotto carico meccanico. Le effettive prestazioni alla compressione restano però specifiche del prodotto e devono essere verificate sperimentalmente.

IV. Gestione dell’umidità e comfort termico

La conducibilità misurata in laboratorio su materiale asciutto non descrive tutte le condizioni d’uso di una scarpa. Nell’ambiente dinamico della calzatura interagiscono sudorazione, umidità, compressione, gradienti di temperatura e ventilazione limitata.

L’acqua ha una conducibilità di circa 0,6 W/(m·K), oltre 20 volte quella dell’aria ferma. Se si accumula umidità nel sistema isolante, il trasferimento di calore può aumentare e il comfort termico diminuire.

La valutazione deve quindi comprendere:

• conducibilità termica;

• resistenza termica;

• trasmissione del vapore acqueo;

• resistenza al passaggio del vapore acqueo;

• assorbimento di umidità;

• comportamento durante l’asciugatura;

• prestazioni termiche allo stato umido;

• recupero dopo compressione;

• resistenza alla fatica da flessione.

L’isolante più adatto non coincide necessariamente con quello che presenta la conducibilità più bassa in laboratorio. È quello che mantiene prestazioni termiche efficaci nelle condizioni meccaniche e di umidità effettive all’interno della scarpa.

V. Isolanti sottili per calzature a confronto

Parametro

Isolante   nanoporoso flessibile (tipo Y-Warm)

Feltro   composito a base di aerogel

Imbottitura   in microfibra

Film   termoriflettente

Spessore   tipico

Circa   0,7–1 mm

Circa   1–2 mm

Circa   2–4 mm o più

Molto   sottile

Conducibilità   termica tipica

Y-Warm:   circa 0,020 W/(m·K)

Circa   0,015–0,025 W/(m·K)

Circa   0,035–0,045 W/(m·K)

Non   direttamente confrontabile

Meccanismo   principale

Controllo   del trasferimento di calore tramite la struttura porosa

Struttura   nanoporosa

Aria   trattenuta nella struttura fibrosa soffice e voluminosa

Riduzione   del trasferimento per irraggiamento

Dipendenza   dal loft

Bassa

Bassa

Elevata

Nessuna

Stabilità   alla compressione

Elevata,   a seconda della struttura

Da   media a elevata

Da   bassa a media

Elevata   sul piano strutturale

Flessibilità

Elevata

Dipende   dal prodotto

Elevata

Media

Gestione   dell’umidità

Progettabile   per consentire il passaggio del vapore

Dipende   dal prodotto

Permeabilità   al vapore generalmente buona

Generalmente   limitata se il film non è perforato

Rischio   di rilascio di polvere

Nessuna   polvere di aerogel

Possibile   in alcuni compositi

Nessuno

Nessuno

Costo   relativo

Medio

Alto

Da   basso a medio

Basso

Impiego   più indicato

Calzature   sottili e flessibili con spazio limitato

Isolamento   ad alte prestazioni, se le lavorazioni lo consentono

Calzature   con volume interno sufficiente

Barriera   supplementare all’irraggiamento

I valori rappresentano intervalli tipici o caratteristiche generali delle categorie di materiali. Le prestazioni effettive dipendono da formulazione, densità, spessore, laminazione, umidità, compressione e condizioni di prova. Materiali appartenenti a categorie diverse non vanno considerati intercambiabili sulla sola base della conducibilità termica nominale.

VI. Confronto mediante il calcolo della resistenza termica

Per uno strato omogeneo:

Considerando un isolante di 0,7 mm con λ = 0,020 W/(m·K), si ottiene:

Per un’imbottitura in microfibra con λ = 0,040 W/(m·K), lo spessore necessario a ottenere la stessa resistenza termica teorica è:

Questo calcolo semplificato mostra perché una conducibilità più bassa può ridurre lo spessore necessario a raggiungere una determinata resistenza termica. Si tratta però di un confronto idealizzato a livello di materiale.

Le prestazioni della calzatura possono cambiare per effetto di compressione, cuciture, ponti termici, adesivi di laminazione, umidità, interfacce, intercapedini d’aria, anisotropia dei materiali e costruzione della scarpa. I calcoli teorici del valore R servono quindi al confronto progettuale preliminare e non sostituiscono le prove sulla calzatura finita.

VII. Perché considerare Y-Warm nell’isolamento sottile delle calzature

Y-Warm offre un approccio diverso da quello degli isolanti convenzionali basati sul loft. Invece di aumentare l’ingombro per trattenere più aria ferma, utilizza una struttura porosa appositamente progettata per ridurre il trasferimento di calore in uno strato ultrasottile e flessibile.

Parametri principali di Y-Warm

• Spessore: circa 0,7 mm.

• Conducibilità termica: circa 0,020 W/(m·K).

• Intervallo di temperatura di esercizio: da circa −50 °C a 150 °C.

• Forma del materiale: isolante termico flessibile.

• Vantaggio applicativo principale: elevata resistenza termica per unità di spessore.

Applicando R = d / λ, uno strato di Y-Warm di 0,7 mm con λ ≈ 0,020 W/(m·K) corrisponde a una resistenza termica teorica di circa 0,035 m²·K/W.

Questo valore non significa che 0,7 mm di Y-Warm possano sostituire universalmente uno spessore preciso di qualsiasi isolante convenzionale. Materiali diversi reagiscono in modo diverso a compressione, laminazione, umidità, cucitura e integrazione nella calzatura finita.

Il vantaggio progettuale consiste nel poter aggiungere resistenza termica senza dipendere principalmente da diversi millimetri di imbottitura soffice e voluminosa. È un aspetto importante per le calzature, dove lo spazio interno è uno dei vincoli più restrittivi.

Cosa cambia nella progettazione della calzatura

Una strategia convenzionale segue spesso questa sequenza:

maggiore isolamento → maggiore loft → maggiore spessore.

Y-Warm permette di seguire un’altra strada:

minore conducibilità termica → minore spessore necessario per la resistenza termica desiderata.

Questo può aiutare a preservare:

• le dimensioni della forma calzaturiera;

• il volume interno;

• la leggerezza della costruzione;

• la flessibilità;

• il profilo estetico;

• la libertà di movimento di chi indossa la scarpa.

Per il produttore, il confronto non si esaurisce quindi nella domanda «Y-Warm mantiene più caldo di un altro materiale?». La domanda progettuale più utile è:

«Quanta resistenza termica si può ottenere nello spessore disponibile, mantenendo flessibilità, gestione dell’umidità, stabilità alla compressione e calzata?»

È proprio in questo tipo di progetto che gli isolanti ultrasottili e flessibili possono essere particolarmente utili.

VIII. Applicazioni nelle calzature

1. Calzature outdoor invernali

Scarponi da escursionismo, scarpe da trekking invernali e altre calzature outdoor richiedono spesso una protezione termica aggiuntiva senza un ingombro eccessivo. Gli isolanti nanoporosi flessibili possono essere integrati in tomaia, linguetta, zona delle dita, fianchi o sistema della soletta, dove un’imbottitura tradizionale spessa potrebbe interferire con la calzata o la libertà di movimento.

2. Calzature urbane invernali leggere

Sneakers, stivaletti Chelsea, scarpe casual e modelli invernali orientati alla moda privilegiano spesso un profilo snello. Aggiungere uno spesso isolante fibroso può modificare la forma calzaturiera, il volume interno e l’aspetto complessivo. Uno strato ultrasottile offre un’altra possibilità per aumentare la resistenza termica preservando il profilo originale.

3. Calzature da lavoro e per celle frigorifere

Chi lavora in celle frigorifere, nella logistica invernale, nella manutenzione all’aperto o in ambienti simili può essere esposto a basse temperature per lunghi periodi. Le calzature devono affrontare contemporaneamente freddo, compressione, sudorazione e uso prolungato. La stabilità alla compressione e la gestione dell’umidità diventano quindi importanti.

4. Calzature protettive e tecniche

Le calzature protettive specialistiche possono richiedere isolamento termico insieme a flessibilità e spessore limitato. Per temperature o condizioni ambientali particolari, il sistema completo deve essere validato rispetto all’ambiente di utilizzo previsto.

5. Solette e strati isolanti intermedi

Gli isolanti ultrasottili possono essere integrati anche nelle solette o in altri strati interni. Poiché l’aumento di spessore può restare inferiore a circa 1 mm, questi materiali possono aggiungere resistenza termica limitando le variazioni di calzata e volume interno.

IX. Sei criteri per scegliere l’isolante

Oltre a chiedersi quale materiale abbia la conducibilità termica più bassa, progettisti e ingegneri dovrebbero valutare almeno sei aspetti.

1. Conducibilità termica. Quanto efficacemente il materiale ostacola il trasferimento di calore per conduzione?

2. Resistenza termica per unità di spessore. Quanta resistenza termica utile si può ottenere nello spazio disponibile?

3. Mantenimento delle prestazioni sotto compressione. Quanta parte delle prestazioni termiche rimane dopo carichi meccanici ripetuti?

4. Gestione dell’umidità. Il sudore e il vapore acqueo possono attraversare il sistema isolante o allontanarsene?

5. Durabilità alla flessione. Il materiale sopporta flessioni ripetute senza fessurarsi, delaminarsi o perdere particelle?

6. Compatibilità con i processi produttivi. Può essere tagliato, cucito, laminato, incollato, sagomato e integrato in modo affidabile nella produzione esistente?

Per le calzature, la valutazione congiunta di questi fattori è più significativa della sola conducibilità termica.

X. Prove di verifica consigliate

Prima della produzione in serie, occorre richiedere al fornitore dati di prova relativi al prodotto ed eseguire verifiche nelle condizioni dell’applicazione.

Prestazioni termiche

• Conducibilità termica.

• Resistenza termica.

• Prove termiche sulla calzatura finita.

Comportamento rispetto all’umidità

• Tasso di trasmissione del vapore acqueo (MVTR).

• Resistenza al passaggio del vapore acqueo.

• Prestazioni di asciugatura.

• Mantenimento delle prestazioni isolanti allo stato umido.

Prestazioni meccaniche

• Recupero dopo compressione.

• Mantenimento delle prestazioni termiche dopo compressione.

• Prove di flessione ripetuta.

• Resistenza alla delaminazione.

• Stabilità dimensionale.

Compatibilità con la produzione

• Compatibilità con la laminazione.

• Cucibilità.

• Comportamento al taglio.

• Compatibilità con gli adesivi.

• Durabilità dopo l’uso ripetuto.

Un materiale che dà buoni risultati in una prova statica di conducibilità non conserva necessariamente lo stesso vantaggio dopo compressione, laminazione, cucitura ed esposizione all’umidità nella scarpa finita.

XI. Conclusione

La sfida dell’isolamento nelle calzature è ottenere una resistenza termica sufficiente in uno spazio molto limitato, mantenendo flessibilità, stabilità alla compressione, gestione dell’umidità, durabilità, calzata e compatibilità produttiva.

Gli isolanti tradizionali in microfibra restano pratici quando lo spazio è sufficiente. I compositi a base di aerogel offrono conducibilità molto basse, ma possono richiedere costi e lavorazioni aggiuntivi. I film termoriflettenti riducono il trasferimento per irraggiamento, ma dipendono generalmente dalla costruzione del sistema e da un’intercapedine d’aria adeguata.

Gli isolanti nanoporosi flessibili offrono un altro approccio: utilizzare strutture porose progettate per ridurre il trasferimento di calore in uno strato più sottile, senza dipendere principalmente da volume e loft. Per calzature con appena 1–3 mm di spazio per l’isolante, materiali come Y-Warm da 0,7 mm sono quindi particolarmente interessanti.

L’approccio tradizionale aumenta lo spessore per aumentare la resistenza termica. Quello nanoporoso ultrasottile riduce la conducibilità per ottenere maggiore resistenza termica in meno spazio. Per il settore calzaturiero, ciò permette di progettare l’isolamento senza farlo dipendere esclusivamente dall’ingombro.

5. Domande frequenti

1. Qual è il miglior isolante sottile per le calzature?

Non esiste un unico materiale ideale per ogni progetto. Con appena 1–3 mm di spazio disponibile, gli isolanti nanoporosi flessibili sono particolarmente interessanti perché possono combinare bassa conducibilità, spessore minimo, flessibilità, stabilità alla compressione e gestione dell’umidità. Quando lo spazio interno è maggiore, gli isolanti convenzionali in microfibra possono essere più economici.

2. Un isolante di 0,7 mm può sostituire uno strato di 3 mm?

Non in tutti i casi. Un materiale di 0,7 mm con conducibilità di circa 0,020 W/(m·K) ha una resistenza termica teorica di circa 0,035 m²·K/W.

La possibilità di sostituire uno specifico strato di 3 mm dipende dalla conducibilità, dallo stato di compressione, dal comportamento in presenza di umidità e dalla costruzione di entrambi i materiali. Qualsiasi sostituzione diretta deve essere verificata mediante prove sulla calzatura finita.

3. Perché la conducibilità termica conta negli strati sottili delle calzature?

Quando lo spessore è fortemente limitato, ridurre la conducibilità è uno dei principali modi per aumentare la resistenza termica. Dalla relazione R = d / λ segue che, a parità di spessore, un valore di λ più basso consente una resistenza termica maggiore. Per questo i materiali nanoporosi a bassa conducibilità sono utili nelle calzature con spazio limitato.

4. L’aerogel è adatto alle calzature?

L’aerogel può offrire una conducibilità molto bassa ed essere utilizzato in strutture composite. L’aerogel di silice tradizionale è però meccanicamente fragile; alcuni compositi possono richiedere incapsulamento o altre lavorazioni per limitare il rilascio di polvere e migliorare la durabilità alla flessione ripetuta. L’idoneità dipende quindi dal composito specifico.

5. Le imbottiture in microfibra sono ancora utili?

Sì. Restano una soluzione efficace ed economica, soprattutto quando lo spazio è sufficiente. Nei progetti ultrasottili, il limite principale è la dipendenza dal loft e dall’aria intrappolata: se il materiale viene compresso, la resistenza termica può diminuire.

6. I film termoriflettenti aiutano a mantenere caldo il piede?

Riducono principalmente il trasferimento di calore per irraggiamento. L’efficacia dipende molto da un’intercapedine d’aria adiacente adeguata e può diminuire sensibilmente quando il film è compresso a stretto contatto tra altri strati. Sono quindi generalmente più adatti come componente supplementare di un sistema multistrato che come unico isolante.

7. I materiali nanoporosi riducono la traspirabilità delle calzature?

Non necessariamente. Isolamento termico e trasporto del vapore acqueo sono proprietà fisiche diverse. Un isolante nanoporoso può essere progettato per offrire bassa conducibilità consentendo al contempo il passaggio del vapore. Le prestazioni effettive vanno valutate con dati misurati di MVTR o di resistenza al passaggio del vapore acqueo, anziché con generiche dichiarazioni di traspirabilità.

8. Quali dati chiedere ai fornitori di isolanti per calzature?

Come minimo: conducibilità termica, resistenza termica, trasmissione del vapore acqueo, recupero dopo compressione, durabilità alla flessione e mantenimento delle prestazioni dopo invecchiamento meccanico. Per la scelta finale sono consigliate anche prove termiche e di comfort sulla calzatura finita.

9. Perché la resistenza alla compressione è importante?

Molti isolanti dipendono dallo spessore e dall’aria intrappolata. Durante la camminata o la permanenza in piedi, la compressione riduce lo spessore e può diminuire la resistenza termica. Le calzature sono sottoposte continuamente a carichi meccanici: il comportamento alla compressione conta quindi più che in molte applicazioni isolanti statiche.

10. Perché Y-Warm è interessante per le calzature?

Y-Warm combina uno spessore di circa 0,7 mm, una conducibilità termica di circa 0,020 W/(m·K) e flessibilità. È quindi particolarmente interessante nei progetti che richiedono resistenza termica aggiuntiva ma non consentono di inserire diversi millimetri di isolante convenzionale basato sul loft.

 




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